è passata una settimana dall'inizio di quello che io sto chiamando il "limbo libanese", uno stato che pare sia l'unico - mentale, fisico, psicologico, politico - che si possa vivere qui. nel senso, che da quando è iniziata la guerriglia al nord, ci sono piombata dentro in pieno. come quando caschi in una piscina, e tutti i movimenti diventano lenti, e poco a poco inizi a capire che da quella piscina non ci uscirai mai. e che, se va bene, può rimanere così. sennò peggiora.
inizi a capire che è inutile che passi le giornate a leggere le news, o a chiedere a tutti cosa ne pensano e a fare mille ipotesi da Risiko. no, il limbo viene da te. è un'aria che respiri, che respirano tutti. che ti blocca il cervello, che ti fa crollare ogni sicurezza, ti snerva ed esaurisce, e non ti abitui al fatto che ti ci devi abituare.
ogni giornata è maledettamente uguale o diverissima dalle altre. gli intervalli temporali sono dilatati al massimo, e ogni giorno sembra durare 50 ore. poi, ti alzi il giorno dopo, e pensi che è già passato un mese, che questa settimana di paranoia mentale e militare è quasi volata, e che in fondo non è cambiato molto. loro sono sempre lì, ogni tanto si sparano, muore qualcuno e via. sei solo tu che ci sei più dentro di prima. mi sento quasi libanese. ci voleva la bomba dietro casa? la vita dell'ambasciata in pseudo preparazione di una possibile potenziale ipotetica ecc ecc emergenza? o è il semplice tempo fisiologico? non so, so solo che se questa "guerra about to come" ha dilatato il tempo esterno, ha incredibilmente accelerato il mio, facendomi cambiare nel giro di pochi giorni il mio vivere qui. il cervello va a mille, tra ansie inutili e vere, cartine e mappe aperte, e discorsi da analista internazionale del pentagono.
il fatto è questo: se gli scontri a nord peggiorano, sarà la guerra. civile? internazionale? non si sa. ma si attende. e in tutto questo, anche se è da mercoledì che non scoppia una bomba in città, beh è solo questione di giorni, ore, serate. scherziamo facendo il "totoquartiere", ma poi ti assale l'ansia se solo devi uscire a fare una ricarica del cellulare.
chiariamo, non vivo in trincea, né siamo (not yet?) in tempo di guerra. siamo nel limbo. i libanesi vivono la loro vita normale, ma a metà. di giorno le spiagge sono affollate, ma la sera i ristoranti sono vuoti. loro, che sono i primi a reagire, e a dire che "la vita non si ferma per due bombe", in realtà hanno paura. i programmi si ipotizzano, ma non si decidono. le frasi sono piene di "inshallah", "if the situation doesn't get worse" ecc ecc, che detto da loro, che ne sanno a pacchi di vita di guerra, insomma capisci che l'atmosfera non è più quella di prima. non c’è solo tensione, ma anche disillusione, stanchezza, delusione, incazzatura, e un po' di dovuto atteggiamento di cautela.
momenti di paranoia assoluta ti prendono, insieme a crisi di ansia, ti sembra di affondare nel tunnel della corsa agli armamenti, della clausura forzata perché ogni macchina ti sembra carica di esplosivo. magari mezz'ora dopo invece esci tranquillamente a farti la spesa. è così. il tuo limbo mentale si mischia a quello della città, delle altre persone, dell'atmosfera. una cosa indescrivibile, che ti assorbe energie come una spugna. e al tempo stesso, se separi l'emotività dal cervello, ti "affascina" scientificamente, se così si può dire. ti stupisce, ti incuriosice capire com'è, come agisce. il cervello guizza, e macina pensieri.
e allora ho deciso che, data questa condizione forse irripetibile, e sicuramente indescrivibile, beh io ci provo a descriverla. in ogni momento che mi può passare per la testa. e descrivere, più o meno in diretta, cosa succede. non solo nei miei nervi, ma anche qui a beirut, e nel libano. non perché mi autoelegga a unico referente sul conflitto libanese, ma perché mi piacerebbe raccontarvi quello che io vedo, sento, percepisco, leggo. ecco il blog. verde, come i cedri del libano. per il resto, ogni suggerimento è ben accetto.
ahlan wa sahlan (benvenuti) nel limbo libanese.
Costy

3 commenti:
Costy! No me entero de la mitad de lo que dices, pero entraré por aqui para ver si pones fotos. Que bonito te ha quedado el blog! Eccolo! Tu amigo de España,
Fernando
è forte leggerti..si apre una finestra su un modo lontano anni luce da noi. E invece è una realtà..che avviene mentre ti sto scrivendo..mentre dormirò tra poco..mentre domattina farò colazione e l'avrò già dimenticata.. E invece per te sarà la realtà..il tuo mondo, le tue ansie, i tuoi pensieri, la tua giornata. E questo avverrà anche in altre parti del mondo..dove c'è guerra o gente che soffre o gente che vive la sua vita in modo completamente di diverso da noi. e noi ce ne accorgiamo quando ci andiamo in vacanza..noi in vacanza..loro nella realtà. poi si torna e si dimentica.. ma è con gente come te che queste cose si risvegliano..tornano nella nostra vita. E' giusto sapere. Grazie.
hola puri tienes razon... ententare enviarte una traduccion de lo que se escribe aqui!
un besito
Costy
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