venerdì 28 gennaio 2011
Casa Dolce Casa
sabato 15 gennaio 2011
La Festa è Finita
Altro che voci o romanzi americani: prove di cellule telefoniche, foto satellitari e quanto più si possa ottenere dai moderni mezzi di indagine, li inchiodano. Hezbollah, volente o nolente, morto Hariri, ha solo avuto dei vantaggi: la guerra contro Israele del 2006 ha consacrato la sua immagine e la sacralità della Resistenza, l'uscita di scena della Siria dopo la Rivoluzione dei Cedri (la manifestazione di massa all'indomani della morte di Hariri) gli ha lasciato campo libero nel proprio territorio, le provocazioni di Ahmadinejjad sono benzina per le turbine del Partito. Cosa vuoi di più dalla vita?
lunedì 11 ottobre 2010
Aggiungi un posto a tavola
venerdì 1 ottobre 2010
Chi ha ucciso Rafik Hariri
La foto oggi proprio non me la carica.
domenica 27 maggio 2007
ahlan wa salhan nel limbo libanese
è passata una settimana dall'inizio di quello che io sto chiamando il "limbo libanese", uno stato che pare sia l'unico - mentale, fisico, psicologico, politico - che si possa vivere qui. nel senso, che da quando è iniziata la guerriglia al nord, ci sono piombata dentro in pieno. come quando caschi in una piscina, e tutti i movimenti diventano lenti, e poco a poco inizi a capire che da quella piscina non ci uscirai mai. e che, se va bene, può rimanere così. sennò peggiora.
inizi a capire che è inutile che passi le giornate a leggere le news, o a chiedere a tutti cosa ne pensano e a fare mille ipotesi da Risiko. no, il limbo viene da te. è un'aria che respiri, che respirano tutti. che ti blocca il cervello, che ti fa crollare ogni sicurezza, ti snerva ed esaurisce, e non ti abitui al fatto che ti ci devi abituare.
ogni giornata è maledettamente uguale o diverissima dalle altre. gli intervalli temporali sono dilatati al massimo, e ogni giorno sembra durare 50 ore. poi, ti alzi il giorno dopo, e pensi che è già passato un mese, che questa settimana di paranoia mentale e militare è quasi volata, e che in fondo non è cambiato molto. loro sono sempre lì, ogni tanto si sparano, muore qualcuno e via. sei solo tu che ci sei più dentro di prima. mi sento quasi libanese. ci voleva la bomba dietro casa? la vita dell'ambasciata in pseudo preparazione di una possibile potenziale ipotetica ecc ecc emergenza? o è il semplice tempo fisiologico? non so, so solo che se questa "guerra about to come" ha dilatato il tempo esterno, ha incredibilmente accelerato il mio, facendomi cambiare nel giro di pochi giorni il mio vivere qui. il cervello va a mille, tra ansie inutili e vere, cartine e mappe aperte, e discorsi da analista internazionale del pentagono.
il fatto è questo: se gli scontri a nord peggiorano, sarà la guerra. civile? internazionale? non si sa. ma si attende. e in tutto questo, anche se è da mercoledì che non scoppia una bomba in città, beh è solo questione di giorni, ore, serate. scherziamo facendo il "totoquartiere", ma poi ti assale l'ansia se solo devi uscire a fare una ricarica del cellulare.
chiariamo, non vivo in trincea, né siamo (not yet?) in tempo di guerra. siamo nel limbo. i libanesi vivono la loro vita normale, ma a metà. di giorno le spiagge sono affollate, ma la sera i ristoranti sono vuoti. loro, che sono i primi a reagire, e a dire che "la vita non si ferma per due bombe", in realtà hanno paura. i programmi si ipotizzano, ma non si decidono. le frasi sono piene di "inshallah", "if the situation doesn't get worse" ecc ecc, che detto da loro, che ne sanno a pacchi di vita di guerra, insomma capisci che l'atmosfera non è più quella di prima. non c’è solo tensione, ma anche disillusione, stanchezza, delusione, incazzatura, e un po' di dovuto atteggiamento di cautela.
momenti di paranoia assoluta ti prendono, insieme a crisi di ansia, ti sembra di affondare nel tunnel della corsa agli armamenti, della clausura forzata perché ogni macchina ti sembra carica di esplosivo. magari mezz'ora dopo invece esci tranquillamente a farti la spesa. è così. il tuo limbo mentale si mischia a quello della città, delle altre persone, dell'atmosfera. una cosa indescrivibile, che ti assorbe energie come una spugna. e al tempo stesso, se separi l'emotività dal cervello, ti "affascina" scientificamente, se così si può dire. ti stupisce, ti incuriosice capire com'è, come agisce. il cervello guizza, e macina pensieri.
e allora ho deciso che, data questa condizione forse irripetibile, e sicuramente indescrivibile, beh io ci provo a descriverla. in ogni momento che mi può passare per la testa. e descrivere, più o meno in diretta, cosa succede. non solo nei miei nervi, ma anche qui a beirut, e nel libano. non perché mi autoelegga a unico referente sul conflitto libanese, ma perché mi piacerebbe raccontarvi quello che io vedo, sento, percepisco, leggo. ecco il blog. verde, come i cedri del libano. per il resto, ogni suggerimento è ben accetto.
ahlan wa sahlan (benvenuti) nel limbo libanese.
Costy
sunday bloody sunday
una mail breve e collettiva, perdonatemi, per spiegarvi un po' cosa sta succedendo in questi giorni in Libano. la premessa è che io leggo dalle stesse fonti vostre, cioè giornali on line e cartacei, ma dato che so che repubblica copia da ansa che copia da al jazeera ecc ecc alla fine quello che esce fuori è spesso incompleto, o inesatto, e allora ci aggiungo quello che vedo con i miei occhi, qualche ricerchina on line, due chiacchiere con qualcuno, un paio di pensieri. quindi prendete con le pinze le mie conclusioni. i fatti sono quelli che sono, il resto sono miei pensieri. per chi conosce un po' l'area e le topics del medio oriente, sapete che mille cose si legano insieme, senza che ci sia un unico filo conduttore, anzi, spesso non si trova nemmeno l'inizio!
dunque, ieri mattina sono scoppiati degli scontri, presto degenerati, vicino Tripoli, 90 km a nord di beirut, tra esercito libanese e un gruppo islamista chiamato Fatah Al Islam, che da qualche mese ha fatto la sua base in due campi profughi palestinesi, uno vicino Tripoli appunto e uno vicino Sidone, 40 km a sud di beirut. gli scontri sono stati solo al nord, e da ieri mattina non sono ancora terminati, nonostante un breve cessate il fuoco oggi pomeriggio per permettere ai soccorsi di entrare nel campo profughi e raccogliere vittime e feriti. il gruppo armato in questione pare sia un distaccamento di un altro gruppo siriano, Fatah al Intifada, che raccoglie jihadisti tra Iraq, Saudita, ecc ecc. e li manda a fare proselitismo tra i palestinesi, che qui in Libano vivono peggio dei paria. non hanno diritto a proprietà, professioni, identità ecc. quindi insomma terreno fertile. secondo il governo libanese fatah al islam sarebbe una civetta dei servizi segreti siriani, ma ovviamente nessuno te lo viene a dire!! però i palestinesi del campo si sono presto affrettati a distanziare, e anche hezbollah, che controlla il sud del paese, ha fatto cerchio intorno all'esercito schierandosi contro la milizia. cioè in pratica li stanno isolando, anche se il governo come sapete è fermo da 4 mesi. in sostanza sarebbe un gruppuscolo estraneo e con l'unico obiettivo di destabilizzare l'equilibrio. l'esercito libanese non può entrare nei campi palestinesi, quindi il gruppo armato si è barricato dentro e l'esercito bombarda da fuori. vi lascio immaginare le conseguenze sui civili. che già sono profughi e pure palestinesi quindi abbastanza sfigati di loro.
cosa succederà? non lo sappiamo, per adesso stiamo a vedere. 1. se l'esercito fa fuori tutti, tipo jenin 2004, 2. se si contagia il risentimento palestinese (per ora le bombe se le stanno beccando loro, e non è detto che dagli altri campi stiano a guardare) verso l'ennesima violenza e questa scenderà verso sud, 3. se questa cosa verrà sfruttata dall'opposizione del governo (il gen Aoun, ex falangista cristiano ora improvvisamente filosiriano -convertito anche lui sulla via di damasco?-e alleato con gli sciiti per far cadere il governo siniora) per causare ennesimi scontri politici, 4. ipotesi peggiorissima, innesco di una nuova guerra civile tra filo siriani e cristiani, anche se dal 75 a oggi gli schieramenti sono molto più trasversali e in sostanza sono un po' tutti contro tutti, 5. reali potenzialità di questo gruppo, che è armato ed equipaggiato dalla siria e minaccia il jihad attraverso tutti i campi profughi del libano. 6. se magari finisce tutto in un paio di giorni e via.
i giornali titolano "scontro con al qaeda": non è proprio così. pare che i contatti ci siano, proprio perché i guerriglieri provengono dal cancro iraq e passano attraverso (in tutti i sensi) la siria e l'arabia saudita, ma non è che combattono sotto il franchising al qaeda, quindi occhio alle parole. metodi (guerriglia/attentati suicidi) e obiettivi (jihad locale/jihad globale) sono diversi. sicuramente saranno in contatto, ma non c'è nessuno scontro di civiltà in corso.
non sappiamo cosa succederà, dobbiamo solo aspettare. e dato che qui come vi ho detto i fili che si intrecciano sono molti non si può mai sapere. dalla morte di hariri anche se la siria è andata via dal libano sono continuati attentati contro personaggi cristiani/filooccidentali (non sono sinonimi!!!)/insomma potenzialmente scomodi, vedi ministri, giornalisti ecc, quindi lo scontro è ancora aperto.
poi, questione bomba a beirut: c'è stata e si è sentita. nel quartiere cristiano, ma non nei luoghi della movida notturna, quindi forse e dico forse era solo un "avvertimento" della serie "guardate che noi ci siamo sempre", poi non si sa se effettivamente era collegata agli scontri o qualcuno ne ha approfittato per fare altri casini. cmq, nessun coprifuoco o direttive ufficiali dall'ambasciata, solo "stare accorti". tipo, la spesa me la faccio dal fruttivendolo invece che al supermercato, evitare l'evitabile, ecc. almeno per questi primi giorni, appena capiremo che piega prende il tutto si vedrà.
io non sono in pericolo, e anzi ve lo dico subito che se gli scontri scendono faccio fagotto e torno. ma per adesso si sta tranquilli, vivo tra l'ambasciata e il convento, che è uno dei punti di fuga in caso di crisi, e qui intorno la vita di quartiere è normale. life must go on, dicono i libanesi, dopo 26 anni di guerra civile e 14 di occupazione siriana. io ancora la loro "scioltezza" non ce l'ho, ma alla fine basta stare un po' attenti credo. in ogni caso, la mia tutor è la n 2 dell'ambasciata, quindi
scappo prima io dell'ambasciatore!!
battute a parte, state tranquilli, leggete l'ansa, che ha una sede qui a
Beirut e le sue notizie sono abbastanza attendibili, o al jazeera inglese,ma senza ansie.
per qualsiasi cosa, chiamatemi o mandatemi sms al cell libanese.
un abbraccio a tutti,
Costy


