In Libano, se ti vuoi bene, sono cavoli amari.
I., musulmano arguisco dal nome, mi racconta della sua fidanzata francese, una ex-expat che ora, dopo due anni e mezzo a Beirut, è tornata in Francia. Qui vivevano insieme, ma vivere insieme in Libano, “coabitare”, è illegale. È illegale condividere appartamenti tra studenti, tra amici, perché potrebbero “mascherare” convivenze tra innamorati. Convivenze tra persone dello stesso sesso, tra più di due persone, kullu haram! Solo famiglie, o coppie sposate. A tutti, padroni di casa in primis, conviene stare zitti, ma non si sa mai. Ora che lei è in Francia, lui si sta organizzando con il suo lavoro (fa il consulente informatico per grandi gruppi finanziari) per poter andare da lei prima o poi (se la storia regge, mi confida). Ma, mi dice, dopo sei mesi in Francia sarei un clandestino, e ho un passaporto arabo (e pure la barba!), quindi dovrei trovarmi un lavoro lì, ma io il lavoro già ce l’ho, o dovremmo sposarci, ma insomma, non è proprio nei miei piani!
E. invece, ragazza cristiana di una trentina d’anni, mi racconta dei suoi vari “fidanzati per una notte”, ma poi svela il segreto. È sposata e ha un figlio di 5 anni. È sposata sulla carta, perché con il marito sono separati da anni (la separazione non esiste) e sta mettendo da parte i soldi per il divorzio, che costa 6000 dollari, da pagare alla chiesa maronita (tanto per disincentivare i divorzi), più i soldi per l’avvocato. È una mamma single dei tempi moderni, ma finché risulterà ancora sposata, “she cannot date officially with anyone”, e il marito può denunciarla al giudice e impedirle di vedere il figlio, o di lasciare il paese. Questo è il matrimonio cristiano-maronita, baluardo contro l’inciviltà dei barbuti col turbante.
E già, perché in Libano il matrimonio è solo religioso, tra persone della stessa confessione (drusa, sciita, sunnita, cristiano maronita, ortodossa, ecc), o tra persone di confessione diversa solo se una delle due si converte a quella dell’altro (al “drusismo” non ci si può convertire, tanto per dirne una). Ogni matrimonio risponde al sistema giuridico della propria confessione, per cui non esistono regole uniche per il divorzio (nel matrimonio cristiano possono richiederlo solo i mariti, in quello musulmano solo uno dei coniugi, di default il marito a meno che prima del matrimonio entrambi i coniugi non decidano che sarà la moglie a poter divorziare, ecc), o per altre circostanze. Due cose, ho capito per ora, sono condivise da tutti. I figli non prendono mai la nazionalità della madre (e se non li iscrivi all’anagrafe di una confessione sono “automaticamente” registrati sotto la confessione del padre), e non possono mai ereditare dalla madre. Dio è maschio, sempre.
R., libanese sciita, e T, americano laico, si sono sposati con rito sciita. Lui si è convertito (per lei, per amore, per voglia, per vocazione, per comodità, per affari loro BOH), e si sono sposati. Peccato che un americano che si converte allo sciismo può risultare sospetto. E due giorni fa, dopo anni di idillio, ha dovuto fare le valigie e tornare negli Stati Uniti, con un preavviso di ben 3 giorni. Interdetto eterno al ritorno. Perché? Ma barif.
Lastly, la via d’uscita.
M, druso, e T, sciita, si sono sposati con un matrimonio civile. A Cipro. Che è il posto più vicino. I matrimoni civili “all’estero” sono riconosciuti in Libano (anche i nostri quindi), ma solo per il divorzio. Non c’è legislazione su eredità, proprietà ecc. Se avrete figli, gli chiedo? Sarà un casino. Non vogliamo registrarli sotto nessuna confessione, mi dice M., ma quindi sarebbero registrati sotto la confessione del padre, e in nessun caso potranno ereditare dalla madre. Insomma, complichiamogli la vita a questi peccatori moderni che pensano di scamparla per dedicarsi all’empietà.
Ma questa allucinante via d’uscita è una boccata d’aria (per chi si ama veramente mi verrebbe da dire, dato che benefici materiali non ne hai) tanto che in tutto il Libano sono sbocciate agenzie matrimoniali che propongono pacchetti di nozze per tutti i gusti, che vanno dall’accompagnamento amministrativo (bastano: un certificato di idoneità alle nozze – che certifica non sei già sposato ecc, o, se sei vedovo o divorziato, le carte del divorzio o il certificato di morte del coniuge) a vari servizi, fiori, limousine, viaggio di nozze.
257 dollari, e passa la paura.
domenica 24 gennaio 2010
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1 commento:
Cos, ritrovo il tuo blog... appassionante e profondo come sempre.
Ci fai vivere le tue esperienze come non saremmo mai capaci di farlo...
Il seguirti sarà un impegno costante.
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