venerdì 21 settembre 2012

"From Beirut to Jerusalem"


Alla fine di due settimane di risucchio psico-fisico-emo-neuronale (la mensa del Bit non ha aiutato.. mensa del S. Anna con la cuoca che ti controllava se avevi sgraffignato una mela in più del dovuto, dove sei?) in questo scicchissimo quanto algido campus di Torino, la città più underground d’Italia, quella con Giancarlo ai Murazzi, per intenderci, finalmente lo posso dire.

Come il titolo del best seller, and one of my favourite, di Thomas Friedman, “From Beirut to Jerusalem”. Eccomi.
Quando lo lessi qualche anno fa, mi venne da ridere. Pensavo che Tom (Friedman) lo avesse scritto apposta per me. Ma ero ancora tra i Cedri, a leggere i mattoni mediorientali tra cactus e tè allo zenzero, e mai avrei immaginato il ritorno in Terra Santa, come nelle migliori crociate dei film di Indiana Jones.

Il mio amore con il Medio Oriente cominciò nel lontano agosto del 2005 sulla terrazza dell’Hashimi Hostel, con una vista sulla Cupola della Roccia da mozzare il fiato a qualsiasi cecchino russo privo di cuore. Forse entrai anche in trance. Jafar, il padrone dell’ostello, mi fece dormire sul tetto, perché non poteva mettermi, haram!, con i maschietti nello stesso piano, ed io alle 4 di mattina ero sveglia come un mandrillo ad ascoltare il muezzin ed ammirare l’alba chiara sulla Spianata delle Moschee.
Poi venne il periodo dei cedri, i visti Hezbollah, il mio Limbo Libanese, che ti assorbe a 360°, e tu guardi la mappa del mondo e vedi che a sud c’è la “Palestine” e sorridi, mentre pensi di essere su una tavola di Risiko. Le mie due città preferite del mondo. Così vicine così lontane. Cento chilometri e mille muri in mezzo. Ma ce la possiamo fare ad abbatterli. Basta solo volerlo.

From Jerusalem to Beirut, and from Beirut to Jerusalem. La ruota della vita che mi riportò a Beirut dopo due anni dalla prima volta (devo ancora scoprire chi ha ucciso Rafik Hariri), ora mi riporta di nuovo Back to the Future. Destinazione: la Città della Pace. Quella in cui il venerdì pomeriggio ti siedi al caffè di Jaffa Gate ed osservi gli ebrei Haredim correre verso il Muro del Pianto, mentre inizia lo Shabbat, al suono del Muezzin che canta la preghiera del Venerdì sera, ed orde di pellegrini russi e polacchi si cimentano con le stazioni della Via Crucis. E pensi che forse ieri sera hai mangiato troppo hommous ed hai le allucinazioni, perché fino a ieri eri all’Ikea a scegliere un tavolo dal nome impronunciabile e oggi pensi di essere nel pieno del libro dell'Apocalisse.
Il Minestrone del Medio Oriente mi ha risucchiato ancora, si vede che ce l’ho scritto in fronte che, come canta Jovanotti, “Questa è la mia casa”, più della casetta pignettara dalle sedie “fusha” come lo smalto di Amira e il divano viola da sbraco dopo la sambata brasileira. Sarà che con i geni mediterranei ci nasciamo, e non c’è verso di toglierli, perché ci nutriamo tutti a pomodori ed olio di oliva. Sarà che la civiltà, come dice il buon Jared Diamond, è iniziata dal Crescente Fertile e siamo tutti un po’ arabi un po’ ebrei un po’ etruschi un po’ sumeri e fenici e basta guardarci negli occhi e capisc’ ammè.

Ma a me viene da ridere. Che per tornare a Jerusalem dovevo aspettare di vincere il concorso dei mega nerd di Ban Ki Moon e ritrovarmi per due settimane ad imparare come si scrive il discorso perfetto e come si fa la presentazione perfetta, mentre aspetto solo di sedermi sui gradini di Damascus Gate, al tramonto, ed osservare la luce dorata che si riflette sulle pietre bianche della Città Vecchia, mentre intorno i mercanti palestinesi ti riempiono di felafel appena fritti, knefe fumante, e urla di calzini e pentole a buon prezzo.
Rientro, se inchallah il paese di David e Golia mi concede il visto, probabilmente aggiungendo l’ennesimo Servizio Segreto alle mie calcagna, con un ingresso in grande stile, sempre dalla incantata porta di Damasco. Folgorata, come fu San Paolo, e trionfante, come Saladino.

Beirut & Jerusalem, I love you.

 qui le foto della mitica *Filastin Horra*

 
Licenza Creative Commons
Lebanon Limbo - dentro la Storia con la S maiuscola by C. P. L. is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at www.lebanonlimbo07.blogspot.com.