lunedì 28 maggio 2007

war games

ti accorgi di stare dentro un ingranaggio molto ma molto ma molto più grande di te quando te bella bella te ne stai andando al mare, con la radio libanese che sempre per scimmiottare questo grande occidente evoluto, mette musica trash anni 70-80 alle 11 di mattina, e insieme a te sulla strada che va a nord vedi: carri della croce rossa (vabbè, porteranno medicine ai feriti), carri unrwa (vabbè porteranno aiuti ai palestinesi sfollati), carri militari di cose strane che sembrano bombole del gas. sono missili. MISSILI.
non è segreto di stato che nelle notti scorse sono arrivati aerei sauditi e americani carichi di armi in rinforzo all'esercito libanese. In realtà gli "aiuti" erano previsti da mesi tramite accordi, sempre per rafforzare le democrazie del medio oriente contro il nemico musulmano (in questo caso hezbollah, che gli americani temono peggio della peste), ma date le circostanze gli usa hanno preferito mandare già un po' di roba. non si sa mai no? possono sempre tornare utili..

la situazione sul "limbo" è la seguente: è in corso una specie di "tregua" (non ho capito se e quanto negoziata e da chi) per favorire l'uscita dei palestinesi dal campo, ne sono rimasti ancora circa 15.000, cioè poco meno della metà, gli altri sono tutti scappati nei giorni scorsi, e la sera ogni tanto si sparano due tre colpi tra esercito e fatah al islam tanto x ricordarsi che sono in guerra.
questo esodo forzato dei palestinesi, aiutati dal governo (questo aiuto, diciamolo, puzza un po' no?), vuol dire che non si vogliono vittime civili palestinesi (in più rifugiati), quindi evitare di aprire un vaso di pandora che nemmeno ve lo sto a dire. però sommiamo la corsa agli armamenti a questo esodo, insomma il dubbio che qualcuno voglia una guerra ti viene.
il dubbio che non sia solo una scaramuccia locale per la leadership dei campi, al massimo aiutata dalla siria per mettere in ginocchio il governo libanese antisiriano, ti viene.
il dubbio che sia una cosa mastodontica, molto ma molto più grande di te ti viene. specie quando scopri che arrivano armi americane e saudite (la "coalizione anti-sciita", dopo l'11 settembre amici come prima). poi fai due ciappini (cit. Zanello) su internet, e ti salta fuori questo:
http://www.newyorker.com/reporting/2007/03/05/070305fa_fact_hersh
e allora i pezzi man mano in qualche modo in testa ti appaiono collegati, ma è tutto talmente mischiato che non riesci a capire. capisci solo che ognuno partecipa nel momento in cui può ottenere dei vantaggi, e che il nemico del tuo nemico è tuo amico. queste sono le uniche logiche che riesco ad afferrare.
per il resto, se veramente gli usa hanno finanziato fatah al islam per usarlo contro hezbollah (afghanistan 1980 vi dice qualcosa?) e stanno preparando una guerra, io non ne ho idea, e secondo me nemmeno loro.
vedi solo questi segnali, apparentemente scollegati, tipo nasrallah che nel suo mega discorso di venerdì scorso (anniversario del ritiro israeliano dal libano del sud nel 2000, festa nazionale per gli sciiti) usa il conflitto per attaccare siniora accusandolo di non essere in grado di risolvere politicamente una crisi e di dover chiedere aiuto sempre agli usa. ieri elezioni in siria, basher al asad unico candidato riconfermato per i prossimi 7 anni con il 98% dei consensi. Poi, il tribunale internazionale dell'ONU (per far luce sulla morte di Hariri, dopo che la commissione di inchiesta onu aveva accusato ufficiali libanesi e siriani di essere coinvolti, indi per cui hezbollah e la siria non vogliono assolutamente che si faccia per ovvi motivi, e i loro alleati cristiani di Aoun -l'opposizione al governo, quelli piazzati con le tende in centro- idem) che pare sia in via di creazione... insomma, senti degli ingranaggi che si muovono sopra di te, e tu puoi solo guardare.
per ora stai lì, e ognuno, che si improvvisa analista, me compresa, dice la sua. chi dice che entro una settimana farò i bagagli, chi dice che non si sa, chi dice che qui è sempre così, chi dice che è tutta colpa del tribunale, chi di israele, chi degli americani, chi della siria. i complottisti non mancano qui!

io non so cosa credo, so solo che percepisco che questa terra ha una capacità di catalizzare i conflitti che se non fosse tragica farebbe anche ridere. credo che da sempre chiunque viene qui e si fa i comodi suoi, finanziando questo per combattere quest'altro, finché le parti non si sono invertite e allora finanzi il tuo vecchio nemico contro il nuovo. realizzo come non mai che il vero cancro del medio oriente è la questione palestinese, perché ognuno l'ha usata come e quanto voleva solo finché gli tornava comodo. incluso il voler costruire blocchi "di inciviltà". e tutti sono andati a farsi la guerra, o a portarsela dietro, sul Libano.
e credo, perdonatemi la retorica, che questi macro ingranaggi di blocchi che tanto piacciono ai neo cons, e a chi, diciamolo, insegue il soldo, alla fine infettano i micro ingranaggi, ancora più complicati perché complessi, del mini Libano, paese grande quanto l'Abruzzo ma con una storia da far paura a tutti. che poverello, ce la mette tutta, ma non ce la fa. perché ogni volta che prova a rialzarsi, viene ributtato giù. dal suo stesso interno. da quelli che per perseguire i loro micro ingranaggi, si sono alleati con quelli che muovono i macro.
questo è il nuovo videogioco del medio oriente. incredibile, anche quando ci sei dentro.

stasera - per ora - niente bombe, e nemmeno i clacson nella via. forse stanotte si dorme tranquilli!

a presto
Costy

domenica 27 maggio 2007

ahlan wa salhan nel limbo libanese

è passata una settimana dall'inizio di quello che io sto chiamando il "limbo libanese", uno stato che pare sia l'unico - mentale, fisico, psicologico, politico - che si possa vivere qui. nel senso, che da quando è iniziata la guerriglia al nord, ci sono piombata dentro in pieno. come quando caschi in una piscina, e tutti i movimenti diventano lenti, e poco a poco inizi a capire che da quella piscina non ci uscirai mai. e che, se va bene, può rimanere così. sennò peggiora.
inizi a capire che è inutile che passi le giornate a leggere le news, o a chiedere a tutti cosa ne pensano e a fare mille ipotesi da Risiko. no, il limbo viene da te. è un'aria che respiri, che respirano tutti. che ti blocca il cervello, che ti fa crollare ogni sicurezza, ti snerva ed esaurisce, e non ti abitui al fatto che ti ci devi abituare.
ogni giornata è maledettamente uguale o diverissima dalle altre. gli intervalli temporali sono dilatati al massimo, e ogni giorno sembra durare 50 ore. poi, ti alzi il giorno dopo, e pensi che è già passato un mese, che questa settimana di paranoia mentale e militare è quasi volata, e che in fondo non è cambiato molto. loro sono sempre lì, ogni tanto si sparano, muore qualcuno e via. sei solo tu che ci sei più dentro di prima. mi sento quasi libanese. ci voleva la bomba dietro casa? la vita dell'ambasciata in pseudo preparazione di una possibile potenziale ipotetica ecc ecc emergenza? o è il semplice tempo fisiologico? non so, so solo che se questa "guerra about to come" ha dilatato il tempo esterno, ha incredibilmente accelerato il mio, facendomi cambiare nel giro di pochi giorni il mio vivere qui. il cervello va a mille, tra ansie inutili e vere, cartine e mappe aperte, e discorsi da analista internazionale del pentagono.
il fatto è questo: se gli scontri a nord peggiorano, sarà la guerra. civile? internazionale? non si sa. ma si attende. e in tutto questo, anche se è da mercoledì che non scoppia una bomba in città, beh è solo questione di giorni, ore, serate. scherziamo facendo il "totoquartiere", ma poi ti assale l'ansia se solo devi uscire a fare una ricarica del cellulare.
chiariamo, non vivo in trincea, né siamo (not yet?) in tempo di guerra. siamo nel limbo. i libanesi vivono la loro vita normale, ma a metà. di giorno le spiagge sono affollate, ma la sera i ristoranti sono vuoti. loro, che sono i primi a reagire, e a dire che "la vita non si ferma per due bombe", in realtà hanno paura. i programmi si ipotizzano, ma non si decidono. le frasi sono piene di "inshallah", "if the situation doesn't get worse" ecc ecc, che detto da loro, che ne sanno a pacchi di vita di guerra, insomma capisci che l'atmosfera non è più quella di prima. non c’è solo tensione, ma anche disillusione, stanchezza, delusione, incazzatura, e un po' di dovuto atteggiamento di cautela.
momenti di paranoia assoluta ti prendono, insieme a crisi di ansia, ti sembra di affondare nel tunnel della corsa agli armamenti, della clausura forzata perché ogni macchina ti sembra carica di esplosivo. magari mezz'ora dopo invece esci tranquillamente a farti la spesa. è così. il tuo limbo mentale si mischia a quello della città, delle altre persone, dell'atmosfera. una cosa indescrivibile, che ti assorbe energie come una spugna. e al tempo stesso, se separi l'emotività dal cervello, ti "affascina" scientificamente, se così si può dire. ti stupisce, ti incuriosice capire com'è, come agisce. il cervello guizza, e macina pensieri.
e allora ho deciso che, data questa condizione forse irripetibile, e sicuramente indescrivibile, beh io ci provo a descriverla. in ogni momento che mi può passare per la testa. e descrivere, più o meno in diretta, cosa succede. non solo nei miei nervi, ma anche qui a beirut, e nel libano. non perché mi autoelegga a unico referente sul conflitto libanese, ma perché mi piacerebbe raccontarvi quello che io vedo, sento, percepisco, leggo. ecco il blog. verde, come i cedri del libano. per il resto, ogni suggerimento è ben accetto.

ahlan wa sahlan (benvenuti) nel limbo libanese.

Costy

sunday bloody sunday

lunedì 21 maggio 2007
ciao a tutti,
una mail breve e collettiva, perdonatemi, per spiegarvi un po' cosa sta succedendo in questi giorni in Libano. la premessa è che io leggo dalle stesse fonti vostre, cioè giornali on line e cartacei, ma dato che so che repubblica copia da ansa che copia da al jazeera ecc ecc alla fine quello che esce fuori è spesso incompleto, o inesatto, e allora ci aggiungo quello che vedo con i miei occhi, qualche ricerchina on line, due chiacchiere con qualcuno, un paio di pensieri. quindi prendete con le pinze le mie conclusioni. i fatti sono quelli che sono, il resto sono miei pensieri. per chi conosce un po' l'area e le topics del medio oriente, sapete che mille cose si legano insieme, senza che ci sia un unico filo conduttore, anzi, spesso non si trova nemmeno l'inizio!
dunque, ieri mattina sono scoppiati degli scontri, presto degenerati, vicino Tripoli, 90 km a nord di beirut, tra esercito libanese e un gruppo islamista chiamato Fatah Al Islam, che da qualche mese ha fatto la sua base in due campi profughi palestinesi, uno vicino Tripoli appunto e uno vicino Sidone, 40 km a sud di beirut. gli scontri sono stati solo al nord, e da ieri mattina non sono ancora terminati, nonostante un breve cessate il fuoco oggi pomeriggio per permettere ai soccorsi di entrare nel campo profughi e raccogliere vittime e feriti. il gruppo armato in questione pare sia un distaccamento di un altro gruppo siriano, Fatah al Intifada, che raccoglie jihadisti tra Iraq, Saudita, ecc ecc. e li manda a fare proselitismo tra i palestinesi, che qui in Libano vivono peggio dei paria. non hanno diritto a proprietà, professioni, identità ecc. quindi insomma terreno fertile. secondo il governo libanese fatah al islam sarebbe una civetta dei servizi segreti siriani, ma ovviamente nessuno te lo viene a dire!! però i palestinesi del campo si sono presto affrettati a distanziare, e anche hezbollah, che controlla il sud del paese, ha fatto cerchio intorno all'esercito schierandosi contro la milizia. cioè in pratica li stanno isolando, anche se il governo come sapete è fermo da 4 mesi. in sostanza sarebbe un gruppuscolo estraneo e con l'unico obiettivo di destabilizzare l'equilibrio. l'esercito libanese non può entrare nei campi palestinesi, quindi il gruppo armato si è barricato dentro e l'esercito bombarda da fuori. vi lascio immaginare le conseguenze sui civili. che già sono profughi e pure palestinesi quindi abbastanza sfigati di loro.
cosa succederà? non lo sappiamo, per adesso stiamo a vedere. 1. se l'esercito fa fuori tutti, tipo jenin 2004, 2. se si contagia il risentimento palestinese (per ora le bombe se le stanno beccando loro, e non è detto che dagli altri campi stiano a guardare) verso l'ennesima violenza e questa scenderà verso sud, 3. se questa cosa verrà sfruttata dall'opposizione del governo (il gen Aoun, ex falangista cristiano ora improvvisamente filosiriano -convertito anche lui sulla via di damasco?-e alleato con gli sciiti per far cadere il governo siniora) per causare ennesimi scontri politici, 4. ipotesi peggiorissima, innesco di una nuova guerra civile tra filo siriani e cristiani, anche se dal 75 a oggi gli schieramenti sono molto più trasversali e in sostanza sono un po' tutti contro tutti, 5. reali potenzialità di questo gruppo, che è armato ed equipaggiato dalla siria e minaccia il jihad attraverso tutti i campi profughi del libano. 6. se magari finisce tutto in un paio di giorni e via.
i giornali titolano "scontro con al qaeda": non è proprio così. pare che i contatti ci siano, proprio perché i guerriglieri provengono dal cancro iraq e passano attraverso (in tutti i sensi) la siria e l'arabia saudita, ma non è che combattono sotto il franchising al qaeda, quindi occhio alle parole. metodi (guerriglia/attentati suicidi) e obiettivi (jihad locale/jihad globale) sono diversi. sicuramente saranno in contatto, ma non c'è nessuno scontro di civiltà in corso.
non sappiamo cosa succederà, dobbiamo solo aspettare. e dato che qui come vi ho detto i fili che si intrecciano sono molti non si può mai sapere. dalla morte di hariri anche se la siria è andata via dal libano sono continuati attentati contro personaggi cristiani/filooccidentali (non sono sinonimi!!!)/insomma potenzialmente scomodi, vedi ministri, giornalisti ecc, quindi lo scontro è ancora aperto.
poi, questione bomba a beirut: c'è stata e si è sentita. nel quartiere cristiano, ma non nei luoghi della movida notturna, quindi forse e dico forse era solo un "avvertimento" della serie "guardate che noi ci siamo sempre", poi non si sa se effettivamente era collegata agli scontri o qualcuno ne ha approfittato per fare altri casini. cmq, nessun coprifuoco o direttive ufficiali dall'ambasciata, solo "stare accorti". tipo, la spesa me la faccio dal fruttivendolo invece che al supermercato, evitare l'evitabile, ecc. almeno per questi primi giorni, appena capiremo che piega prende il tutto si vedrà.
io non sono in pericolo, e anzi ve lo dico subito che se gli scontri scendono faccio fagotto e torno. ma per adesso si sta tranquilli, vivo tra l'ambasciata e il convento, che è uno dei punti di fuga in caso di crisi, e qui intorno la vita di quartiere è normale. life must go on, dicono i libanesi, dopo 26 anni di guerra civile e 14 di occupazione siriana. io ancora la loro "scioltezza" non ce l'ho, ma alla fine basta stare un po' attenti credo. in ogni caso, la mia tutor è la n 2 dell'ambasciata, quindi
scappo prima io dell'ambasciatore!!
battute a parte, state tranquilli, leggete l'ansa, che ha una sede qui a
Beirut e le sue notizie sono abbastanza attendibili, o al jazeera inglese,ma senza ansie.
per qualsiasi cosa, chiamatemi o mandatemi sms al cell libanese.
un abbraccio a tutti,

Costy

sabato 26 maggio 2007

l'avventura continua

martedì 8 maggio 2007
Salve a tutti,

mi credevate sepolta tra le macerie di qualche palazzo? Annegata tra gli scogli? Cinturizzata e mandata alla morte dagli Hezbollah? Schiavizzata dall'Ambasciatore? e invece ce l'ho fatta!!! (nonostante duure prove di cui leggerete qui sotto) ho superato la traumatica prima settimana, e quasi quasi inizio a fare una vita "normale".
lavoro in ambasciata: dopo averci fatto marcire senza nulla fare x due giorni, e dopo averci mandato ad un noiosissimo forum economico in arabo (ma con pranzo di gala da paura in hotel 5 stelle di quelli che il cameriere che è più in tiro di te ogni due minuti passa con succo d'arancia, spumante ecc... e c'era pure la fontana dorata con i delfini di marmo sulla terrazza!) , da ieri si sono svegliati e ci fanno correre come due matte. niente di fondamentale per il ruolo dell'Italia in Libano, rassegne stampa, rapportini ecc, ma si trotta! cmq ho individuato le seguenti cose: al piano zero c'è l'istituto di cultura con una signora romana simpaticissima, al piano 1 noi, l'ICE e l'ufficio visti, però tutti si sbagliano e vengono da noi col permesso di soggiorno in mano. al piano 2 i contabili, che ci hanno già invitato domani sera alle loro cene settimanali (evvai pasta!!) e il venerdì si fanno la spaghettata in ambasciata x pranzo, e al terzo i diplomatici, "le persone serie", quelli per cui lavoro io. fuori due carabinieri simpaticissimi e un centralinista che ogni volta si sbaglia a ordinarmi il pranzo. insomma, la vita in ambasciata comincia a prendere forma.
Poi, sto tentando di capire questo pazzo Libano, e guardarmi intorno. domenica siamo andati (io, l'altra stagista e degli amici suoi simpaticissimi) a fare un giro a Tiro (quella di Tiro e Sidone dei fenici), ed è stato bellissimo! intanto, ritorno alla vita mediorientale, quella di stare in 6 più il tassista stipati in una macchina con la strada piena di buche, di fare un giro per i suq, trovare il fornaio vicino alla moschea ecc. Tiro è una cittadina bellissima, un po' (tanto) povera, con il porticciolo dei pescatori e le case mezze diroccate, però ha delle spiagge bellissime e le rovine romane che arrivano al mare! scena tipo gladiatore... abbiamo pranzato da un vecchietto al porto che fa solo pesce grigliato o fritto, e le solite salsine libanesi buonissime! temperatura 50°!!
l'esperienza pulp, dopo l'andata modello sardina, è stato il ritorno modello mercato del pesce. prendiamo un autobus, e qui gli autobus devono viaggiare pieni. non hanno fermate, si fermano a comando x far salire e scendere la gente lungo il loro percorso. e quando il percorso è di 80 km immaginatevi il piacere... praticamente oltre all'autista c'è un aiutante che viaggia mezzo di fuori ed ha il compito di chiedere (urlare, secondo me alla fine non hai scelta, sali per disperazione) alla gente se sale, e organizzare i posti (chiaramente scende sempre prima quello piazzato in fondo..), con un gran daffare di alzati, spostati, fai scendere, togli il piede, apri il sedile, metti la borsa.. tutto questo con musica araba a palla dopo una giornata passata a 50° a camminare. rilassantissimo! sono arrivata a beirut (2 bus più altro pulmino tipo taxi) in preda ad un esaurimento nervoso isterico. però mi sono riappacificata con il libano, appurato che beirut è l'unico posto del medio oriente che non sa di medio oriente, appena uno lo realizza va già meglio. il sud del libano adesso è il posto più affollato del mondo, tra militari unifil (tutti italiani quelli che abbiamo visto noi), cooperanti (italiani pure quelli) e personale vario, turisti zero ovviamente, e c'è una grande attività di risanamento sociale e fisico. lì sono sciiti sciiti, di quelli che le bambine hanno già il velo, per cui anche culturalmente c'è un discorso non indifferente. cmq vedremo se sta cooperazione funziona..
piccola nota di folklore locale: aggiungi un posto a tavola.
dopo le zanzare assassine, il verme solitario in stanza, e bacarozzi vari, c'è stato anche l'incontro con ... topo gigante che si fa i giri nella nostra cucina. abbiamo mattonato tutti i tombini del pianoterra, ma sta bestia trova sempre il modo di farsi un giro nella nostra spazzatura (da quando sono qui due volte). non vi dico il piacere e il rilassamento... cmq per fortuna è tutto negli armadi o in frigo. e poi per fortuna a casa non mangio mai!! dopo questa nota sulla fauna locale, vi saluto.
baci bacini bacetti

Costy

santa banana

1 maggio 2007

salaam aleykum dal libano, cioè da quella città di pazzi (da quanto ho capito) che è beirut.
se vi avessi scritto domenica, giorno dell'arrivo, sveglia dalle 4.30 della mattina, dopo aver litigato col tassista che voleva a tutti i costi portarmi in un hotel di amici suoi e che continuava a rialzare il prezzo durante la corsa (ma si è mai visto??), dopo aver visto i presidi sciiti circondati dai militari in pieno centro, dopo aver visto la mia co-stagista che snocciolava il suo arabo yemenita-giordano-siriano-napoletano come la fede il suo english colleferrino.. sicuramente sarebbe stata una mail diversa! dalla disperazione mi si era chiuso lo stomaco (a me!!), e alle 8 ero dentro al letto. non mi sono addormentata fino alle 11 ma vabbè. per fortuna in borsa avevo ancora una banana italica...santa banana!
la disperazione è riapparsa nel tardo pomeriggio (e credo che riapparirà ogni tanto) quando ho scoperto che internet non funzionava, che dagli internet point chiamare con skype è impossibile, che il supermercato che ieri ricordavo tanto vicino poi così vicino non era.
ora internet funziona, il supermercato è aperto fino alle 10 di sera e insieme al succo di ananas libanese, al tè (per ora industriale) ci ho infilato anche olio di oliva, special k e 1 pacco di farfalle de cecco.
forse da domani andrà ancora meglio.
dove sono: stanza in convento di frati (di numero 3: 2 liban, 1 italiano supermillenario troppo simpatico umbro o toscano) con stanze per ospiti perlopiù affittate a cooperanti (per ora ragazze) di varie ong cesv, cosv, cusv, cciss (cooperare informati) ecc. il posto, a parte le zanzare assassine, è carino e pulito, c'è un giardinetto con panchine e tavolini, peccato che tutto intorno, come in tutta la città, stiano costruendo grattacieli quindi c'è un rumore perenne di scavatrici e muratori vari, e la cucina, che per noi italiani in terra straniera è un punto di riferimento più dell'ambasciata, è un buco minuscolo, più un fornello di appoggio che altro. ma secondo me riuscirò a farmi anche una pasta prima o poi.
intorno, solo case e grattacieli in costruzione. gli edifici bombardati vengono direttamente buttati giù (giri l'angolo e per poco non cadi in un ground zero) e ricostruiti sottoforma di grattacieli, centri commerciali, banche ecc. un anonimato da spavento. d'altronde questo era ed è il progetto di modernizzazione e ricostruzione "solidère" del povero rafiq hariri, e la completa distruzione dei luoghi di guerra significa anche rimozione per quanto possibile della memoria della guerra che pare in questo paese sia molto lunga. un paese un po' sfigato il libano.
oltre questo quartiere desolante, al momento occupato da presidi sciiti e miliziani cristiani che da 4 mesi sono piazzati lì in tendopoli varie circondati da militari che fanno cintura di sicurezza, verso ovest c'è il quartiere di hamra, vicino al campus americano. negozi, chioschetti, librerie, molto carino (e vivo!! un sospiro di sollievo..), oltre ancora, il mare. in costruzione pure quello. moli, porti privati, accessi al mare.... tutto un gran cantiere!
dove sono io invece, gemmayzeh, più a est, è la via della movida: ristoranti, locali... pare sia tutto qui sotto. per ora mi sono fermata al ristorante sotto casa, distanza 4 metri, punteggio 5 stelle. 8 euro e ti sfondi, narghile incluso. per ora nessuna conseguenza intestinale. forse mi si è chiuso pure quello!
c'è un misto di nuovo e diroccato, nessuna atmosfera gerusalemmica di incontro di religioni e culture. solo mi pare un gran sbandamento. l'idea che da un momento all'altro tutto può peggiorare o migliorare, e a quanto ho capito la flessibilità è estrema. la città non si chiude, ma pare che nemmeno si esploda di gioia. i ristoranti sono pieni di gente, soprattutto giovani. ma i più anziani, gli artigiani, i poverelli sembra che guardino questa trasformazione che avviene sopra di loro senza poterci fare niente, e ne rimangono un po' tagliati fuori.
l'ambasciata è un palazzo bianco ultra-moderno, fuori dalla città arroccato sulle colline, un quarto d'ora di taxi (con guida libanese, noi ci metteremmo una mezz'ora buona). tutti molto formali ed eleganti. speriamo che sia solo un'impressione!
ah un'altra cosa fondamentale, esistono gli incroci, e anche i semafori, ma sono spenti. chi passa passa, e passano i primi e i più svegli. nessuna calma indiana dove eri sicuro di rimanere illeso, e nessuna parvenza di regole di precendenza. per attraversare devi solo buttarti. poi ti evitano loro. per adesso mi hanno tutti evitato!!
episodio cult: dopo 4h a piedi in giro per beirut, io ed eleonora decidiamo di fermare un taxi o un "service", cioè macchine anche taxi che ti portano se sei sulla loro strada tipo autobus e ad un certo punto ti scaricano. in un quarto d'ora non ne è passato manco mezzo. avevamo destato l'attenzione di un gruppo di operai (accanto ad ennesimo cantiere, l'edilizia qui va un sacco se qualcuno vede ricucci glielo dica) che stavano salendo su un bus per tornare a casa. passano accanto, il tipo si sporge e ci chiede dove andiamo. io "no grazie", eleonora "gemmayzeh grazie". il tipo ci fa cenno di salire. esperienza pulp!! ci sistemiamo in fondo in fondo, seminascoste tra tutte quelle teste, che cantavano sulla musica della radio, o si riposavano, o ci guardavano di straforo tipo aliene. io tentavo di sprofondare nel sedile!per non farci sentire proprio marziane hanno caricato anche un altro paio di persone, e poi per fortuna si sono ricordati di farci scendere! costo della corsa, mille lire libanesi. fare il cambio è facile, le lire libanesi valgono quanto le lire italiane!!
ah ho anche un numero libanese di telefonino ("per essere sempre reperibili, noi dobbiamo sempre sapere dove vi trovate"), ma anche per ricevere i messaggini dagli amici no?? +961 70 831904. ogni tanto rimetto anche la scheda italiana x controllare..
che altro dire.. se non.. inshallah!
fatevi sentire, consolatemi =), fatemi sapere che combinate.
un abbraccio,
Costy
 
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