non dovrei scrivere queste cose. non solo perché ho firmato fogli in cui dicevo che quello che faccio vedo sento al lavoro è segreto di stato (i riassunti delle notizie economiche dei giornali?!), e credo che questo includa anche i miei pensieri. ma perché uno si fa sempre un po' di problemi.. ma questa forse è già la mentalità dell'ambasciata che mi sta invadendo il cervello, nonostante i miei mille sforzi, e poi penso che ce l'ho a fare un blog se non ci posso scrivere quello che penso? e soprattutto, che ce l'ho a fare un cervello??? e poi, oh al massimo un bravo avvocato lo troverò.. o chiederò ad avvocati senza frontiere...
insomma, tutta questa premessa per dirvi che questa settimana al lavoro è stata veramente deprimente. non che le altre non siano state da meno in realtà, ma ogni venerdì arrivo a dire, stavolta è stata peggio. la premessa è che sono qui da un mese, e non ho NIENTE da fare. niente di specifico, nessun compito, se capita qualcosa (avanzi si intende, o robe che qualcuno non ha voglia o tempo di fare) bene, altrimenti passi la giornata ad ammuffire davanti al pc. da un po' di giorni ho iniziato a portarmi un libro da leggere. per non dover salire ogni mezz'ora a chiedere se posso fare qualcosa e sentirmi rispondere che nessuno ha tempo ma non c'è niente che mi riguardi.
l'altra stagista, col fatto che sa l'arabo, l'hanno messa, molto paraculamente secondo me, ad aiutare la traduttrice con le rassegne stampa e il survey dei media (tipo sentire la radio se succede qualcosa a nord, riassumere i titoli dei giornali, perché di 40 persone che lavorano in un'ambasciata in LIBANO - non bahamas - non ce n'è uno che sappia mezza parola di arabo). ovviamente a loro è andata di gran lusso che sia arrivata una che sa benissimo l'arabo, perché non era richiesto (infatti hanno preso anche me!!), ma vabbè. italian job.
per me, all'inizio grandi discorsi: occuparsi delle questioni economiche, dare una mano nel settore della cooperazione, seguire la questione dei campi palestinesi, fare ricerche. e io pensavo, dai mi è andata grassa. moolto meglio del previsto.
ora sono scesa sotto il "molto peggio". lavoro inutile a parte, è l'ambiente umano che mi agghiaccia. ma andiamo per ordine.
lavoro: i rapporti economici sono diventati i riassunti delle notizie economiche dei giornali x mandarle a roma dove qualcuno al mae forse li leggerà, ma io non credo, e sinceramente spero che un funzionario degli esteri per informarsi sul libano usi internet e non aspetti i telex setttimanali delle stagiste. cmq, dati i casini a nord da roma ci hanno detto che in questo momento delle notizie economiche non gliene può fregare di meno.
delle ricerche sui palestinesi nemmeno a parlarne, dato il bordello che sta succedendo a beddawi e nahr el bared. anche se il mio pensiero da political scientist è che se non le fai nei momenti di crisi le ricerche ma quando le vuoi fare?? se fosse per me, andrei su, intervisterei, andrei all'unrwa, ecc. ma you know, non sotto il nome dell'ambasciata. da quando ho firmato il progetto formativo ho firmato la rinuncia alla mia indipendenza, putroppo anche intellettuale. "non è il caso" (frase da mandare a memoria), argomento chiuso.
la cooperazione: i miei rapporti con la cooperazione per ora sono i mille amici cooperanti con i quali usciamo, andiamo al mare, facciamo bbq, andiamo a capoeira ecc. lavorativamente parlando, mi hanno dato da leggere qualche progetto, e detto di scrivere qualche scheda riassuntiva da tenere nell'archivio dell'ambasciata. utili che nemmeno ve lo sto a dire.
poi, due esempi di cose che mi hanno gasato e poi ho ricevuto la zappata. anzi 3.
1. decidiamo di aggiornare il sito, e mi danno carta bianca (perché loro non hanno idea né tempo, ma vabbè, a me diverte e almeno faccio qualcosa). faccio, scrivo, organizzo, chiamo la coop ita per i link, scelgo cartina del libano ecc ecc. vado da chi di dovere e mi sento dire: 1 che bisognerà decidere le cose definitive da scrivere per motivi di immagine, serietà ecc ecc né troppo né troppo poco ecc ecc quindi una cosa che non avverrà mai. 2 per mettere le cose sul sito ci vuole troppo tempo ci vorrebbe una persona apposta (e io che ci sto a fare??) e che fare il sito vuol dire togliere tempo ad altre priorità ( qui funziona solo a priorità= a gerarchia).
2. domenica scorsa c'è stato un altro scontro a sidone, tra esercito e un secondo gruppo islamista pressoché sconosciuto. mi viene chiesto, "dato che tu sai usare bene questo tipo di fonti", se potevo fare qualche ricerca. non mi sembrava vero!! mi sono giacomellizzata, ho cercato su tutti i siti possibili, letto, guardato, fatto, studiato. insomma tiro fuori la relatrice internazionale che è in me e scrivo sta analisi da paura. niente giudizi, solo dati, fatti e possibili idee e collegamenti con scena locale e internazionale. porto su (io sono due piani sotto, tra ice e visti, ricordo), e mi sento dire "è molto interessante, ma è troppo politica e piena di giudizi. magari la teniamo per noi".
3. il top. chiedo di assistere ad una riunione con la coop ita per l'approvazione di alcuni progetti, un po' per riempire la giornata, un po' perché pensavo che potesse servirmi a qualcosa. risposta: non sono autorizzata, non sono ammessi esterni (non credevo di essere un'esterna!!), "non so come mi possa essere venuto in mente".
vi giuro che dopo questa scena, venerdì mattina ero pronta a dirgli guardate sto stage a me non serve a niente quindi ciao, e a trovarmi qualche altra cosa da fare. dire che ero demoralizzata non rende l'idea.
non è solo il nulla da fare, tanto che io mi sto chiedendo cosa ci hanno chiamato a fare, ma è proprio quest'atmosfera che tu non sei niente, devi essere tenuto al di fuori di tutto, addirittura due piani sotto, il che vuol dire essere sempre messo nelle condizioni di dover andare a chiedere, implorare, sbattersi, ed essere messi in stand by per ore. quest'atmosfera che chiacchierare con uno vuol dire inimicarsi gli altri, che tutti sospettano di tutti, che devi misurare non solo le parole ma anche i pensieri, CON TUTTI. che tutti si sentono ambasciatori, e se non bussi quando entri nella stanza di un funzionario anche se lo conosci sei guardato male. non sta bene, non si può, meglio di no, e questo giro di comunicazioni per cui nessuno può prendere iniziative (anche mentali) se non sei autorizzato, da chi non se sa, sono le basi dell'atmosfera diplomatica. è rivoltante. passo 8 ore al giorno in silenzio, e quando torno a casa mi metto a dormire dalla stanchezza, anche se non ho fatto niente. cerco di lasciarmi scivolare tutto addosso, perché non sono qui per lo stage ma per il libano, ma quando ci passi i tre quarti della settimana dentro, è pesante. è pesante non avere amici, o semplicemente confidenze, è pesante questo muro di procedure, etichetta, che è fa quasi ridere per quanto è fuori luogo o tempo.
la beffa, oltre al danno, è che condito a tutto questo ti senti dire che "anche mandare fax e chiudere buste è un'esperienza". come se già mettere piede dentro quel rettangolo di stato italiano (manco fosse il mit che entri e ti senti già acculturato) fosse la grazia di dio che il mae crui ti concede. non è solo un discorso di "scusate se ho un cervello - e non sono venuta qui a chiudere buste", ma certe volte anche "scusate se sono una persona". mortificante.
sto seriamente pensando di andare a fare le spremute di limone sul lungo mare. se ci metti la menta, zucchero e un po' di acqua di fiori di arancio sono buonissime!!
tere, ma anche in al jazair era così? ti prego dimmi di no, che sennò se uno pensa che nel mondo ci sono 180 ambasciate italiane si suicida.
i posti li fanno le persone, per carità, e ho come l'impressione che tutto questo nelle altre ambasciate straniere non avvenga (il diplomatico brasiliano viene a capoeira con me l'ho convinto io!!e lui mi ha consigliato dei libri da leggere.e si chiacchiera di altre cose che non siano il lavoro e i rispettivi cv). no, sono certa che questo atteggiamento di supponenza e presunzione sia tutto italiano. c'è gente che si fa arrivare l'acqua lete con i container (tanto le tasse doganali non le pagano) e poi invita a cena le stagiste per far mangiare loro il pesce sennò, povere morte de fame, quando gli ricapita? gli ho ripulito i piatti ovviamente.
credo che dopo questo post finirò in galera, quindi esprimo i seguenti desideri: invece delle arance vorrei la limonata alla menta, vorrei essere messa nello stesso braccio di paris hilton così mi faccio due risate, invece dell'ora di aria vorrei la lezione di capoeira.
arrivederci a sing sing, vi aspetto numerosi.
Costy
domenica 10 giugno 2007
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